Sviluppo comportamentale del gatto domestico

Immagine creata da Ruggero Veri

 

Lo sviluppo ontogenetico del gatto è suddiviso in quattro periodi principali escludendo la pubertà: prenatale (prima della nascita), neonatale (dalla nascita al 10°-14° giorno di vita), di transizione (fino al 20° giorno di vita), di socializzazione (da 3 settimane fino a 9-10 settimane).

A) Periodo prenatale (prima della nascita)

          La sensibilità tattile è presente nell’embrione a partire dal 24° giorno di gestazione. Il riflesso vestibolare di raddrizzamento è sviluppato dal 54° giorno e quello di suzione è presente già 12 giorni prima della nascita.

B) Periodo neonatale (2°-16°giorno)

          Nel gattino neonato gli unici nervi che dispongono di guaine mieliniche alla nascita sono il trigemino, il facciale, parzialmente l’olfattivo e la branca vestibolare dell’uditivo. Come per altri vertebrati, anche nel gatto si sviluppa prima il sistema tattile, quindi quello vestibolare, poi quello olfattivo e per ultimo quello visivo. L’olfatto, che ha un ruolo centrale nell’orientamento per la suzione, è presente alla nascita ed è completamente sviluppato a partire dalle 3 settimane di vita post-natale. Il gusto alla nascita è già funzionante in modo parziale, ma matura completamente a 10 giorni di età. L’udito si sviluppa molto precocemente: la risposta al suono è osservabile già al 5° giorno di vita. L’apertura completa del canale auricolare si ha tra il 6° ed il 14° giorno e la reazione di orientamento verso la fonte di un suono si manifesta a partire dalle 2 settimane, raggiungendo la forma adulta entro le 4 settimane post-natali. Mentre la capacità di discriminare tra un rumore conosciuto ed uno sconosciuto è evidenziabile solo al 20° giorno di vita.

            Riflessi tonali neonatali

            Quando i gattini vengono sollevati tenendoli per il collo essi mostrano per i primi 14 giorni una dominanza flessoria, che riflette la posizione fetale. Questo riflesso si osserva quando una gatta trasporta i suoi piccoli, ma dal 14°-15° giorno questa reazione può essere sostituita da una iniziale dominanza estensoria nella quale gli arti vengono estesi (il riflesso estensorio incrociato ovvero il ritiro di un arto in risposta ad una pressione provoca la simultanea estensione dell’arto controlaterale,  presente per i primi 14-15 giorni di vita e il riflesso di intrusione dove il gattino si muove in direzione del capezzolo materno e può essere stimolato da toccamenti sulla regione orale, inducendo il piccolo a ruotare il capo verso la fonte degli stimoli e mettere in atto i movimenti di suzione, presente già 12 giorni prima della nascita e persiste fino a 20 giorni di età). A partire dalla terza settimana l’80% dei gattini utilizza un particolare capezzolo, anche se alcuni individui non dimostrano alcuna preferenza. Questa preferenza è indipendente dalla dimensione della nidiata  e la posizione scelta pare non influire sul tasso di crescita. I denti da latte cominciano a comparire dal 14° giorno circa e compiono i primi tentativi di ingerire cibo solido a tre settimane. Esperimenti dimostrano che, ad esempio, gattini siamesi manipolati dalla nascita fino ad 1 mese di vita, 2 volte al giorno per 10 minuti mostravano rispetto ai controlli una precoce apertura degli occhi (circa 1 giorno prima), una precoce fuoriuscita dal nido (circa 2/6 giorni prima), una precoce comparsa della colorazione scura del pelo ed una precoce comparsa di attività sincronizzata nell’elettroencefalogramma; inoltre, gattini rimossi dal nido dal 2° a 21° giorno e posti in un ambiente moderatamente freddo raggiungevano l’omeotermia prima di gattini rimossi dal nido a partire dal 6° giorno o al 19° giorno. I gattini emettono vocalizzazioni molto più frequenti, in esperimenti in cui sono impediti nei movimenti rispetto a prove in cui sono sottoposti a basse temperature o all’isolamento. Due ipotesi sono state formulate, per spiegare questo comportamento:la costrizione fisica e, quindi, l’immobilità conseguente può rappresentare un grave rischio di predazione per i neonati di mammifero; le vocalizzazioni emesse durante la costrizione fisica costituirebbero uno strumento di difesa del neonato che eviterebbe di essere schiacciato dalla madre: infatti le gatte si coricano frequentemente su gattini morti o immobili.

Edward Bacon nel 1973 ha dimostrato la capacità di apprendimento strumentale in gattini di età inferiore ai 10 giorni (2-3 giorni all’inizio della prova). I gattini erano addestrati a strisciare al di là di una barriera per evitare un soffio d’aria, passando da una zona con un pavimento di tessuto ad un’altra con pavimento di plastica, il cui raggiungimento provocava la sospensione del soffio dell’aria. I gattini erano testati 2 volte al giorno per 3 giorni, per un totale di 7 sessioni, ognuna delle quali comprendeva 10 prove distanziate tra loro di 2-5 minuti. I tempi degli animali di controllo rimanevano più o meno gli stessi, mentre gli altri 3 gruppi presentavano una riduzione dei tempi di reazione proporzionale all’aumento della pressione del soffio di aria a cui erano sottoposti. I gattini riuscivano a creare un’associazione tra il superamento dell’ostacolo e la cessazione dello stimolo nocivo. Nella prima settimana, il movimento strisciante è attuato tramite la contrazione alternata dei muscoli dei fianchi del corpo, determinando una specie di serpeggiamento. I gattini si muovono oscillando ed ogni movimento inizia con l’oscillazione della testa. Gli arti sono spinti lateralmente ed il corpo è appiattito: è dominante la muscolatura del tronco. A 7 giorni, gli arti cominciano ad essere tenuti più vicini al corpo, ma il ventre è ancora aderente al substrato; gli arti cominciano a mostrare una maggior mobilità. A partire dalla seconda settimana gli arti anteriori riescono a sollevare dal suolo la parte anteriore del corpo ed i movimenti di strisciamento dipendono dalla spinta degli arti. Intorno ai 17 giorni i gattini si reggono in piedi, ma camminano goffamente. Dalla quarta settimana, sono in grado di allontanarsi dal nido e a 5 settimane compiono delle piccole corse. Il controllo motorio raggiunge lo standard dell’adulto verso le 11 settimane. L’abilità di raddrizzarsi in aria inizia ad apparire a 4 settimane e si completa a 6 settimane: si può saggiare lasciando cadere i gattini dall’altezza di 40 cm su una superficie morbida.

         Il gioco

         L’attività di gioco è facile da riconoscere, ma difficile da definire. Una definizione può essere che tutte le attività motorie praticate dopo la nascita che apparentemente non sono finalizzate e nelle quali i modelli motori presi da altre attività sono spesso utilizzati in forma modificata e con sequenze temporali diverse. Esistono vari tipi di gioco tra cui il gioco locomotorio, quello con oggetti e quello sociale.

Il gioco locomotorio è un’attività ludica che l’individuo effettua nel suo ambiente senza che sia specificamente diretta verso altri individui o che comporti la manipolazione di oggetti inanimati. Può essere sociale o solitario e comprende la corsa, il salto, il rotolamento e  l’arrampicata. Lo sviluppo del gioco locomotorio è stata studiata da Martin e Bateson (1985) su gruppi di gattini a partire da 5 settimane di età, utilizzando un telaio di legno di 91 cm di lato su cui gli animali si potevano arrampicare per 30 minuti.

Uno studio di Phyllis Chesler (1969) ha dimostrato come gattini di 9-10 settimane di età imparino a premere una leva per ottenere del cibo (entro 30 s dall’accensione di una luce lampeggiante) in una gabbia di Skinner osservando la propria madre (apprendimento per imitazione) più velocemente di quanto non facciano gattini che osservano un altro gatto adulto o individui che non hanno nessun modello da imitare.

Il gioco con oggetti, invece, occupa una piccola parte del tempo del gattino fino circa alla settima settimana quando aumenta in frequenza e può diventare più abituale del gioco sociale intorno alla sedicesima settimana. Il quarto mese corrisponde di solito all’età in cui, nel gatto selvatico, la madre lascia i piccoli e ciò coincide con un aumento della tendenza ad esplorare l’ambiente circostante. I gattini maschi di 8-12 settimane giocano di più con gli oggetti delle femmine di pari età e le femmine che hanno fratelli giocano di più con oggetti di femmine che hanno solo sorelle.

Mentre il gioco sociale ha un picco intorno alle 12 settimane e poi si riduce notevolmente fino a raggiungere una frequenza molto ridotta dopo le 16 settimane. Da un punto di vista funzionale, il gioco potrebbe diminuire di frequenza perché il costo energetico è maggiore delle conseguenze positive per l’animale. Il gioco sociale potrebbe divenire a poco a poco meno importante come “palestra comportamentale” con la comparsa del comportamento adulto. Gattini senza fratelli giocano molto di più con la propria madre rispetto a gattini che hanno un fratello: è il gattino che, di solito, invita la madre al gioco. La madre che ha un solo gattino si dimostra molto più aggressiva nei suoi confronti rispetto a gatte che hanno nidiate con più gattini. Il picco dell’aggressività materna si verifica a partire dal 62° giorno quando il gioco sociale è molto frequente e la madre vi è forzatamente coinvolta. L’aggressività materna potrebbe essere il risultato  del nervosismo della madre, disturbata dal gioco eccessivo del gattino. Gattini separati precocemente dalla madre tendono a mostrare fasi di gioco sociale più frequentemente dei controlli  tra i 38-49 giorni e fasi di gioco con oggetti più frequenti dei controlli nel periodo 50-61 giorni.

Un’alimentazione non adeguata potrebbe provocare la riduzione di un’attività inutile come il gioco, anche se non eccessivamente dispendiosa (un gattino che dedica al gioco il 9% della giornata incrementa il suo dispendio energetico in media del 4%). L’aumento del gioco con oggetti potrebbe costituire un sistema per facilitare una più rapida acquisizione degli schemi del comportamento predatorio, soprattutto nel caso vi sia poco cibo disponibile. Gattini Kaspar Hauser, ovvero allevati in condizioni di isolamento e senza opportunità di esperienze visive né di gioco, ad 11 settimane di vita, mostravano risposte predatorie normali di fronte ad uno zimbello che si muoveva in modo simile ad una preda. West (1979) ipotizza che la funzione del gioco sia quella di tenere la nidiata unita nel momento in cui è maggiormente in pericolo: quindi, è possibile ipotizzare che alcuni gatti particolarmente esuberanti  nel gioco siano stati separati troppo precocemente dalla madre.

C) Periodo di transizione (verso 16°-20°giorno)

           Nel periodo di transizione, con l’apertura degli occhi, inizia a funzionare il sistema visivo, il cui sviluppo si completerà intorno ai 3 mesi di età. Gli occhi restano chiusi in media 7-10 giorni: ci vorranno 2-3 giorni perché entrambi gli occhi si aprano completamente. Gattini partoriti da gatte giovani aprono gli occhi prima di quelli figli di madri più vecchie, ma le femmine aprono gli occhi prima dei maschi. Al momento dell’apertura degli occhi, la vista è solo parzialmente funzionante in parte perché l’umor acqueo non diventa completamente trasparente fino alla quarta settimana, in parte perché la corteccia visiva deve maturare.

            Sistema visivo

            L’acuità della vista aumenta marcatamente dopo un mese dalla nascita ed a 10 settimane è 10 volte superiore a quella presente a due mesi di vita. I gattini cominciano ad orientarsi verso stimoli visivi intorno al 16° giorno ed a seguire uno stimolo visivo a 18 giorni. La capacità di vedere tridimensionalmente si sviluppa più tardi intorno alle 4 settimane di età e si può testare utilizzando il gradino visivo. Quando il gattino si avvicina al bordo dovrebbe vedere il salto, ma fino a 24 giorni di età egli procede e cammina nel vuoto. La risposta al test diverrà completamente positiva intorno al 38° giorno. A 27-36 giorni si sviluppa anche la coordinazione tra vista e movimento degli arti. Ciò è dimostrabile attraverso la risposta visiva posturale: un gattino appoggiato su una superficie visibile estenderà automaticamente le zampe anteriori. La risposta, dapprima, è indiretta perché il gattino vede la superficie e di riflesso allunga le zampe, poi questa risposta matura e gli arti sono guidati dalla coordinazione tra vista e movimenti (33–39 giorni). Il periodo che va dall’apertura degli occhi ai 3 mesi d’età è noto come periodo critico per il corretto sviluppo della vista. I nervi ottici si uniscono alla base del cervello, formando il chiasma ottico, dove circa il 65% delle fibre provenienti dalla retina mediale si incrociano per raggiungere l’emisfero opposto del cervello. La decussazione è quasi totale nei gatti di razze orientali. Molti neuroni della corteccia visiva striata sono sensibili all’orientazione e la cellula nervosa diventa attiva solo quando una linea con un particolare orientamento cade all’interno del suo campo recettivo. Nel gatto cresciuto in un ambiente normale, esistono neuroni che si attivano coprendo tutti i possibili orientamenti spaziali degli stimoli. Blakemore e Cooper nel 1970 allevarono dei gattini dalla nascita a 5 mesi in completa oscurità. Dopo 2 settimane dalla nascita, i piccoli trascorsero 5 ore al giorno, in un particolare ambiente, in cui tutto era a strisce orizzontali o verticali. Quando furono reintrodotti nel mondo normale, dopo un periodo di comprensibile disorientamento, si ripresero, ma la loro funzione visiva restò alterata. I gattini, che erano stati allevati in un ambiente a strisce verticali, non vedevano bastoncini mossi in senso orizzontale, mentre rispondevano con un comportamento di gioco di fronte a bastoncini mossi in verticale. I gattini orizzontali non avevano unità visive che potevano rispondere allo schema verticale, o a linee, e a margini inclinati di 20° gradi rispetto alla verticale. Letteralmente, essi non potevano vedere un bastone quando era tenuto verticalmente. Evidentemente, l’esperienza visiva di questi animali, nella prima parte della loro vita, ha modificato il loro cervello con profonde conseguenze percettive. Tale fenomeno, non si può spiegare, semplicemente, come effetto di una degenerazione passiva di certi neuroni corticali a causa di una sotto-attività, poiché non sono state trovate aree corticali silenti. Sembra piuttosto che la corteccia visiva possa, durante la maturazione, adeguarsi alla natura della sua esperienza visiva. Le cellule possono cambiare il loro orientamento preferito, adeguandolo a quello tipico degli stimoli più comuni.

D) Periodo di socializzazione (3 – 9 settimana)

           La presenza di stimoli (altri gatti, esseri umani) non causa danni prima del momento in cui l’animale è in grado di rispondere ad essi, a patto che non vi sia una base di paura. Più precocemente e più a lungo si maneggiano i gattini, tanto più sarà probabile che abbiano un atteggiamento più amichevole. Sembra che il periodo ottimale per la socializzazione nei confronti dell’uomo sia tra la terza e la settima settimana. È un processo graduale, durante il quale la madre riduce, progressivamente, la quantità di cure e risorse dedicata ai propri cuccioli. In condizioni favorevoli, lo svezzamento inizia circa a  4 settimane e termina intorno a 7-9 settimane. In uno studio di Karsh e Turner  del 1988, 2 gruppi di gattini erano coccolati per 15 minuti al giorno dalla terza alla quattordicesima settimana e dalla settima alla quattordicesima, mentre un gruppo di controllo non era assolutamente toccato. I gatti erano valutati dalla quattordicesima settimana in poi, ogni 2-4 settimane fino all’anno di vita, misurando la durata  della permanenza  con un estraneo ed il loro tempo di avvicinamento. I gatti manipolati precocemente mostravano tempi di permanenza significativamente più lunghi rispetto ai controlli e a quelli manipolati più tardivamente. Nel test n°1 e n°2 è stato valutato il tempo di avvicinamento del gatto allevato normalmente o a mano, con una persona estranea in un ambiente, rispettivamente, familiare e sconosciuto. Nel terzo test l’incontro è stato effettuato con i rispettivi proprietari in un ambiente non noto all’animale. Gattini di 5,6,8,10 settimane e gatti adulti sono stati posti di fronte ad una sagoma di gatto ed è stata rilevata la frequenza di emissione del comportamento di pilo-erezione. Da ricordare che la risposta tipica dell’adulto non si manifesta prima delle 6 settimane. Il gruppo di gattini di 5 settimane di età differiva in modo statisticamente significativo (p<0,01) dai restanti gruppi. Un altro importante stimolo sociale è rappresentato dai feromoni presenti nell’urina. I gatti non emettono il comportamento di flehmen quando annusano l’urina di un altro gatto, prima delle 5-6 settimane di vita. Potrebbe quindi esserci una maturazione più tardiva del sistema olfattivo accessorio.

(Fonte: Prof. A. Gazzano, veterinario comportamentalista, mio relatore ad entrambi i master pisani)

 

(tratto dalla mia Tesina di Master in "Etologia degli Animali d'Affezione" dal titolo "Il gatto domestico (Felis silvestris catus): origini, sviluppo e caratteristiche comportamentali)

 

Vedi anche:

Origine del gatto                  http://www.costanzadepalma.it/358707137

Etogramma del gatto          http://www.costanzadepalma.it/358707126

Razze feline                          http://www.costanzadepalma.it/358707138

Parto della mia gatta Cloè (un giorno dalla nascita dei sei cuccioli)